Un giorno a Bevagna!
- AmaSoglian News
- 21 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Ciao a tutti, qualche settimana fa i ragazzi di prima media sono andati in uscita a Bevagna e hanno visitato alcune botteghe in cui è stato loro spiegato com'erano la pittura e l'arte in generale, intorno al 1300. Abbiamo quindi chiesto ad alcuni studenti di raccontarci qualche curiosità. In questa puntata, quindi, vi raccontiamo cosa abbiamo scoperto.
A me hanno detto ad esempio che durante le guerre i fanti che dovevano andare a combattere in realtà erano dei contadini e che dovevano addirittura pagarsi l'attrezzatura per difendersi! Niente scudi colorati, quindi. E come facevano a distinguersi? Come facevano a capire quali fossero i nemici? Sicuramente non si combatteva in mischia come succede nei film, ma si stava in riga. Ecco come facevano! Forte. A me hanno spiegato invece che un tempo i colori per la pittura potevano essere ricavati dai vegetali, dalla terra o dai minerali. E il minerale più costoso era il blu oltremare. perché...è molto scuro? No, perché veniva dall'Asia, in particolare dall'Afghanistan. Quindi oltre il mare...il mar mediterraneo. Non ci avevo mai pensato. E altri colori invece? Tipo il rosso?
B: Solitamente li ottenevano gli alchimisti, degli antichi farmacisti che mescolavano sostanze. Nel caso del rosso, servivano mercurio e zolfo. Ma non sono tossici?
B: Eh, in effetti sì. Pensa che ancora nel 1800 c'era chi di lavoro immergeva in quelle sostanze i cappelli per colorarli. e si respiravano tutte le sostanze dannose. Si chiamavano ...cappellai? Esatto. Infatti purtroppo molti di loro si ammalavano e impazzivano.
Come il cappellaio matto di Alice nel Paese delle Meraviglie!
Sì, probabilmente il motivo di quel personaggio così strano dipende proprio da questo. A me invece hanno raccontato cosa si faceva nelle cererie. immagino si producessero cere. Per fare candele?
sì, Ancora oggi ci sono un sacco di modi di dire che richiamano all'uso della cera. Il cerotto per esempio. Il cerotto? era fatto di cera?
In un certo senso. La cera si usava per coprire le ferite, oltrettutto all'interno c'era un antibatterico... anche se all'epoca non lo sapevano! Ma per caso hai una spiegazione anche per la frase: "Il gioco non vale la candela?". sì. un tempo infatti non c'era l'illuminazione, quindi chi aveva magari una locanda teneva accese le candele, ma solo se c'era qualche cliente che aveva intenzione di giocare e scommettere molti soldi. Altrimenti andava al risparmio. e metti la cera togli la cera? no no. quella è solo la frase di un film, il film Karate Kid!



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